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Verrà l'alba, starai bene

Verrà l'alba, starai bene

di Gianluca Gotto 2025 814 pagine
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Plot Summary

Notte d'estate, promesse taciute

Due giovani innamorati, sogni e paure

Nella notte d'estate, Veronica e Teo si scambiano sogni e paure sulla spiaggia, tra promesse non dette e un amore che sembra eterno. La loro intimità è fatta di parole sussurrate, di proiezioni sul futuro e di una dolcezza che si trasforma in rimpianto. Veronica, incapace di dichiarare il suo amore, si rifugia nel silenzio, lasciando che la notte passi e che il sole sorga su una relazione che, già allora, porta in sé il seme della separazione. Il ricordo di quella notte diventerà per Veronica un punto di riferimento doloroso, simbolo di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, e di una vulnerabilità che la accompagnerà per tutta la vita.

Fuga a Melbourne, nuova identità

Veronica ricomincia, nascondendo il dolore

Veronica lascia tutto e si trasferisce a Melbourne, spinta dal bisogno di dimenticare e di ricostruirsi. In una città sconosciuta, affronta lavori umili e poi una rapida ascesa professionale, diventando una project manager di successo. Dietro la facciata di efficienza e indipendenza, però, si nasconde una ferita profonda: il dolore del passato, la perdita, il senso di colpa. La sua vita è scandita da disciplina, controllo e una routine ossessiva che le permette di non sentire. La solitudine diventa la sua compagna più fedele, e ogni relazione è tenuta a distanza di sicurezza. Veronica si convince che solo attraverso il sacrificio e la perfezione potrà espiare le sue colpe e meritare un po' di pace.

Solitudine dietro la perfezione

Successo esteriore, vuoto interiore

Nonostante il successo lavorativo e l'ammirazione degli altri, Veronica vive in un appartamento vuoto, privo di calore e di segni personali. La sua esistenza è fatta di giornate interminabili, allenamenti estenuanti e una dieta rigidissima. Ogni gesto è controllato, ogni emozione repressa. La notte, il silenzio della casa amplifica il senso di isolamento e la paura di non essere mai abbastanza. I ricordi del passato riaffiorano, insieme al senso di colpa per ciò che è stato e per ciò che non ha saputo proteggere. Veronica si rifugia nell'iperattività per non affrontare il dolore, ma la solitudine la divora dall'interno, rendendo ogni successo privo di significato.

Lavoro, controllo, ossessione

Routine ossessiva, crollo psicologico imminente

Il lavoro diventa per Veronica una droga e una prigione. La sua ossessione per il controllo si estende a ogni aspetto della vita: alimentazione, allenamento, relazioni. Ogni errore, ogni critica, ogni fallimento la getta in uno stato di ansia e autoaccusa. La pandemia e il lockdown la costringono a fermarsi, privandola delle sue valvole di sfogo. Gli attacchi di panico si fanno più frequenti, la salute mentale vacilla. Veronica si aggrappa a nuove routine, ma il senso di vuoto cresce. La paura di crollare la spinge a cercare disperatamente una via d'uscita, ma ogni tentativo di connessione con gli altri si infrange contro il muro della sua insicurezza e del suo bisogno di controllo.

Relazione tossica, Jackson

Amore malato, perdita di sé

L'incontro con Jackson, un personal trainer carismatico e manipolatore, segna l'inizio di una relazione tossica. Veronica si lascia trascinare in un vortice di giudizi, paragoni, restrizioni alimentari e allenamenti ossessivi. Jackson la svaluta, la controlla, la isola. Lei, pur consapevole della tossicità del rapporto, non riesce a lasciarlo per paura della solitudine. Il suo corpo diventa campo di battaglia, la mente una prigione. Solo quando scopre il tradimento di Jackson trova la forza di chiudere, ma le cicatrici restano: il controllo sul cibo e sull'attività fisica si fa ancora più rigido, la dipendenza dal giudizio altrui più profonda. Veronica si ritrova più sola e fragile che mai.

Crollo, pandemia e panico

Lockdown, attacchi di panico, autodistruzione

La pandemia esaspera la solitudine e le ossessioni di Veronica. Il lockdown la costringe a confrontarsi con se stessa, senza più distrazioni. Gli attacchi di panico si moltiplicano, il controllo sul cibo e sull'allenamento diventa maniacale. La notte, l'insonnia la tormenta; di giorno, la routine è l'unico appiglio. Ogni deviazione dal programma scatena ansia e senso di colpa. Il corpo si ribella: reflusso, dolori, stanchezza cronica. Veronica si sente intrappolata in una spirale autodistruttiva, incapace di chiedere aiuto. La paura di impazzire o di morire si fa concreta, ma la vergogna e l'orgoglio le impediscono di affidarsi a qualcuno. Il desiderio di fuga si fa sempre più forte.

Cercando connessioni, fallimenti

Tentativi di socialità, nuove delusioni

Veronica prova a uscire dall'isolamento cercando nuove amicizie, iscrivendosi a palestre, frequentando app di incontri. Ogni tentativo si rivela un fallimento: le relazioni sono superficiali, le persone distanti, il senso di inadeguatezza cresce. Anche il rapporto con la famiglia è segnato da incomprensioni e silenzi. L'unica costante è la fatica, il bisogno di dimostrare, la paura di essere vista per ciò che è realmente. Ogni volta che si avvicina a qualcuno, scatta il meccanismo di autodifesa: meglio scappare che rischiare di soffrire ancora. La solitudine si fa insopportabile, ma Veronica non riesce a spezzare il circolo vizioso che la tiene prigioniera.

Camilla, l'incontro del destino

Incontro casuale, due anime spezzate

Un viaggio improvviso in Sri Lanka, nato da un impulso disperato, segna la svolta. Qui Veronica incontra Camilla, una ragazza italiana più giovane, fragile e smarrita, che porta con sé un dolore antico: la perdita dei genitori nello tsunami. L'incontro tra le due è casuale, ma carico di significato. Camilla tenta il suicidio, Veronica la salva gettandosi nell'oceano. Da quel momento, le loro vite si intrecciano. Due donne diverse, ma unite dalla sofferenza e dalla ricerca di senso. Insieme, iniziano un viaggio fisico e interiore che le porterà a confrontarsi con i propri demoni, a condividere il dolore e a scoprire la forza dell'amicizia.

Salvataggio nell'oceano notturno

Atto di coraggio, nuova alleanza

Il salvataggio di Camilla nell'oceano notturno diventa il simbolo della possibilità di rinascita. Veronica, che ha sempre evitato il dolore altrui, si trova costretta a prendersi cura di qualcuno. Camilla, che si sente invisibile e senza radici, trova in Veronica una presenza stabile. Insieme, affrontano il viaggio in Sri Lanka alla ricerca delle origini di Camilla, tra templi buddhisti, paesaggi mozzafiato e incontri significativi. Il loro rapporto si trasforma: da semplice compagnia a vera alleanza. Attraverso il confronto, la condivisione e il sostegno reciproco, entrambe iniziano a sciogliere i nodi del passato e a intravedere una via d'uscita dalla lunga notte dell'anima.

Viaggio tra dolore e rinascita

Ricerca delle origini, accettazione del dolore

Il viaggio di Veronica e Camilla si fa sempre più profondo: la ricerca delle radici di Camilla diventa metafora della necessità di affrontare il proprio passato per poter andare avanti. Incontrano Jagath, il driver che salvò Camilla da bambina, e Samar, la dottoressa ayurvedica che aveva aiutato la madre di Camilla. Attraverso l'ayurveda, la meditazione e il confronto con culture diverse, entrambe imparano a guardarsi dentro, a riconoscere le proprie ferite e a smettere di fuggire. Il dolore non viene cancellato, ma accolto e integrato nella propria storia. La consapevolezza che la sofferenza è parte della vita, ma non la definisce, apre la strada alla rinascita.

Ayurveda, meditazione, accettazione

Guarigione attraverso ascolto e consapevolezza

L'incontro con Samar e la partecipazione a un ritiro ayurvedico segnano una svolta. Veronica e Camilla scoprono che la guarigione non passa dalla negazione del dolore, ma dall'ascolto profondo di sé. L'ayurveda insegna l'importanza dell'equilibrio tra corpo, mente e spirito; la meditazione aiuta a raccogliere i pezzi dispersi e a tornare interi. Veronica affronta le sue ossessioni, impara a distinguere la fame fisica da quella emotiva, a lasciar andare il bisogno di controllo. Camilla trova radici nella pratica, nella memoria dei genitori, nella nuova amicizia. Entrambe comprendono che la disciplina senza amore per sé è solo odio, e che la compassione – verso gli altri e verso se stesse – è la chiave per attraversare la notte oscura.

Sciogliere i nodi del passato

Ritorno, confronto, perdono

Veronica decide di tornare in Italia per affrontare i nodi lasciati in sospeso: il rapporto con i genitori, il senso di colpa per la perdita del figlio, l'amore per Teo. Il confronto con il padre, ormai invecchiato e svuotato, le permette di vedere con occhi nuovi la propria storia. Non cerca più vendetta o giustizia, ma accetta la realtà per quella che è. Scioglie i legami tossici, mette un punto al passato e si concede la possibilità di andare avanti. Anche il rapporto con Teo si trasforma: l'amore lascia spazio a un'amicizia profonda, fatta di rispetto e presenza. Veronica comprende che il vero atto d'amore è lasciare andare chi si ama, se la propria presenza è fonte di sofferenza.

L'amicizia che salva

Nuova famiglia, rinascita condivisa

Tornata in Australia, Veronica sceglie di non essere più sola. Accoglie Camilla nella sua vita, trasformando l'amicizia in una nuova forma di famiglia. Insieme, imparano a sostenersi, a rispettare le differenze, a valorizzare i punti di forza reciproci. Veronica si dedica all'insegnamento del nuoto ai bambini, trovando gioia nel trasmettere ciò che avrebbe voluto ricevere da piccola. Camilla, con la sua creatività e leggerezza, porta colore e vitalità nella quotidianità di Veronica. La casa si riempie di segni di vita, di piante, di musica, di affetto. La solitudine lascia spazio alla condivisione, la disciplina si accompagna all'amore per sé, il dolore si trasforma in saggezza.

Ritorno, riconciliazione, nuova vita

Nuovo equilibrio, serenità conquistata

Veronica trova un nuovo equilibrio tra lavoro, relazioni e cura di sé. Impara a dire di no, a fermarsi, a godere dei piccoli piaceri della vita. La terapia la aiuta a consolidare i cambiamenti, a riconoscere i progressi, a non ricadere nei vecchi schemi. Il rapporto con Teo si stabilizza in una forma di amicizia matura e profonda. L'amicizia con Camilla si rafforza, diventando il pilastro della sua nuova esistenza. Veronica si concede la possibilità di cambiare ancora, di trasferirsi, di esplorare nuove strade. La paura lascia spazio alla fiducia, la notte oscura all'alba di una vita finalmente sua.

Verso l'alba, starai bene

Rinascita, speranza, nuova consapevolezza

Il percorso di Veronica si conclude con una consapevolezza nuova: il dolore non si cancella, ma si attraversa. La disciplina, se non è accompagnata dall'amore per sé, è solo odio. La compassione, verso se stessi e verso gli altri, è la chiave per diluire la sofferenza e ritrovare la leggerezza. Veronica impara a meritarsi il bene, a non dover più lottare contro se stessa, a lasciar andare il passato e ad accogliere il futuro con fiducia. L'alba arriva, portando con sé la promessa che, dopo la lunga notte dell'anima, si può tornare a stare bene. E che, insieme, si può ricominciare a vivere.

Characters

Veronica

Donna spezzata in cerca di sé

Veronica è la protagonista, una donna che fugge dal dolore e dalla colpa, cercando redenzione attraverso il controllo e la perfezione. La sua psiche è segnata da un trauma profondo: la perdita di un figlio e il rifiuto del padre. In Australia, costruisce una nuova identità, ma la solitudine e l'ossessione per il lavoro e il corpo la consumano. La relazione tossica con Jackson la porta sull'orlo dell'autodistruzione, mentre la pandemia esaspera le sue fragilità. L'incontro con Camilla segna la svolta: prendersi cura di un'altra anima spezzata le permette di riconoscere la propria vulnerabilità e di accettare il bisogno di aiuto. Attraverso l'ayurveda, la meditazione e la terapia, Veronica impara a distinguere la disciplina dall'odio per sé, a sciogliere i nodi del passato e a meritarsi il bene. La sua evoluzione è un percorso di accettazione, perdono e rinascita, che la porta a costruire nuove relazioni e a trovare finalmente un equilibrio tra forza e leggerezza.

Camilla

Anima fragile, in cerca di radici

Camilla è una giovane donna segnata dalla perdita precoce dei genitori nello tsunami e da un senso di smarrimento esistenziale. Cresciuta tra nonni e zio, si sente sempre fuori posto, incapace di trovare una direzione. La sua psiche è dominata dall'ansia, dall'instabilità e da una creatività caotica tipica della sua natura "Vata". Il viaggio in Sri Lanka è una ricerca delle origini, ma anche un tentativo di dare senso al dolore e di trovare radici. L'incontro con Veronica la salva letteralmente e simbolicamente: attraverso l'amicizia, Camilla scopre la possibilità di essere accolta per ciò che è, senza dover fingere o compiacere. La meditazione, lo yoga e la pratica ayurvedica le offrono strumenti per radicarsi e conoscersi. La sua evoluzione è un percorso verso l'autonomia, la fiducia e la capacità di chiedere aiuto, ma anche di offrirlo. Camilla diventa il simbolo della leggerezza che salva, della creatività che guarisce e della forza che nasce dalla vulnerabilità condivisa.

Teo

Amore perduto, presenza salvifica

Teo è l'amore giovanile di Veronica, l'uomo che incarna la possibilità di un amore puro, accogliente e incondizionato. La sua psiche è segnata dal dolore della separazione dei genitori e da una profonda empatia. Psicologo di professione, rappresenta la voce della saggezza e della presenza non giudicante. Il suo rapporto con Veronica è fatto di parole non dette, di promesse taciute e di una connessione che resiste al tempo e alla distanza. Teo è il rifugio emotivo di Veronica, ma anche il simbolo della necessità di lasciar andare chi si ama per il suo bene. La sua evoluzione è quella di un uomo che, pur amando ancora, accetta la trasformazione del sentimento in amicizia, scegliendo la maturità e il rispetto. Teo è la prova che l'amore vero non è possesso, ma desiderio del bene dell'altro, anche a costo della propria sofferenza.

Jackson

Manipolatore, specchio delle insicurezze

Jackson è il personal trainer che entra nella vita di Veronica in un momento di estrema vulnerabilità. Carismatico, sicuro di sé e ossessionato dal controllo, rappresenta la figura del manipolatore narcisista. La sua relazione con Veronica è fatta di giudizi, paragoni, restrizioni e svalutazione. Jackson si nutre delle insicurezze di Veronica, amplificandole e rendendola dipendente dal suo giudizio. La sua presenza è tossica, ma anche necessaria per far emergere le fragilità e i limiti di Veronica. La rottura con Jackson è dolorosa, ma segna l'inizio del percorso di guarigione. Psicologicamente, Jackson incarna il lato oscuro del bisogno di approvazione e la trappola dell'autosvalutazione. La sua funzione narrativa è quella di spingere Veronica a riconoscere il proprio valore indipendentemente dallo sguardo altrui.

Samar

Guida spirituale, saggezza ayurvedica

Samar è la dottoressa ayurvedica che accompagna Veronica e Camilla nel percorso di guarigione. Figura carismatica, materna e autorevole, incarna la saggezza orientale e la capacità di ascolto profondo. Samar non offre soluzioni magiche, ma strumenti per conoscersi, accettarsi e trovare equilibrio. La sua pratica è fondata sull'idea che mente, corpo e spirito siano interconnessi, e che la guarigione passi dall'ascolto dei segnali interiori. Samar è anche una donna che ha conosciuto il dolore e la fatica, e per questo è capace di empatia autentica. La sua funzione narrativa è quella di catalizzatore del cambiamento: attraverso l'ayurveda, la meditazione e la presenza, aiuta le protagoniste a sciogliere i nodi del passato e a ritrovare la fiducia nella vita.

Jagath

Sopravvissuto, esempio di resilienza

Jagath è il driver singalese che salvò Camilla da bambina e che le accompagna nel viaggio alla ricerca delle origini. Uomo semplice, calmo e saggio, ha perso la famiglia nello tsunami e ha conosciuto la disperazione. La sua resilienza nasce dalla capacità di accettare il dolore, di chiedere e dare aiuto, di trovare senso nella comunità e nella compassione (karuna). Jagath è il simbolo della possibilità di rinascere dopo la perdita, di ricostruire una vita e di trasformare la sofferenza in saggezza. La sua presenza è rassicurante, la sua filosofia di vita è un invito a non isolarsi, a diluire il veleno del dolore nell'oceano della condivisione. Jagath rappresenta la forza tranquilla che sostiene, la roccia su cui appoggiarsi nei momenti di tempesta.

Padre di Veronica

Figura autoritaria, origine del trauma

Il padre di Veronica è una presenza ingombrante e giudicante, simbolo del patriarcato e della rigidità morale. La sua psiche è dominata dal bisogno di controllo, dalla paura del cambiamento e dall'incapacità di accettare la fragilità. Il suo rifiuto, dopo la perdita del nipote, segna profondamente Veronica, alimentando il senso di colpa e la convinzione di non meritare amore. La sua evoluzione è quella di un uomo che, invecchiando, si svuota e si spegne, incapace di cambiare. Il confronto finale con Veronica permette a quest'ultima di vedere il padre per ciò che è: un uomo piccolo, prigioniero delle sue paure. La funzione narrativa del padre è quella di antagonista interiore, il nemico da cui liberarsi per poter rinascere.

Madre di Veronica

Presenza remissiva, complice silenziosa

La madre di Veronica è una figura remissiva, incapace di opporsi al marito e di proteggere la figlia. La sua psiche è segnata dalla paura del conflitto e dal desiderio di mantenere la pace a ogni costo. Il suo silenzio e la sua passività contribuiscono al senso di abbandono e di solitudine di Veronica. La madre rappresenta la complicità silenziosa che permette al patriarcato di perpetuarsi, ma anche la possibilità di una riconciliazione tardiva. Nel confronto finale, la sua presenza è più simbolica che reale: è il passato che non cambia, ma che può essere accettato e lasciato andare.

Alicia

Collega, simbolo del confronto sociale

Alicia è una collega di Veronica, rappresentante della nuova generazione di donne in carriera. La sua presenza è soprattutto simbolica: attraverso i social, Veronica la osserva e la invidia, proiettando su di lei tutte le insicurezze e i dubbi sul proprio valore. Alicia incarna il confronto sociale, la pressione a essere sempre all'altezza, la paura di essere sostituiti e dimenticati. La sua funzione narrativa è quella di specchio: costringe Veronica a interrogarsi su cosa conta davvero, su cosa significa "funzionare" e su quale sia il vero senso del successo.

Psicologa di Veronica

Guida terapeutica, specchio della consapevolezza

La psicologa di Veronica è una presenza discreta ma fondamentale. Attraverso il dialogo, l'ascolto e la riflessione, aiuta la protagonista a mettere ordine nei pensieri, a riconoscere i progressi, a non ricadere nei vecchi schemi. La sua funzione è quella di specchio: non offre soluzioni, ma restituisce a Veronica l'immagine di una donna in evoluzione, capace di cambiare e di prendersi cura di sé. La psicologa rappresenta la possibilità di una guarigione lenta, fatta di piccoli passi, di ricadute e di conquiste. È la voce della saggezza che invita a non cercare la perfezione, ma l'autenticità.

Plot Devices

Struttura a doppio viaggio: fuga e ritorno

Due viaggi, uno esteriore e uno interiore

Il romanzo si fonda su una struttura narrativa che alterna il viaggio fisico (la fuga di Veronica dall'Italia all'Australia, poi in Sri Lanka, e infine il ritorno) a quello interiore (il percorso di accettazione, guarigione e rinascita). Il viaggio esteriore è spesso una fuga dal dolore, ma si trasforma progressivamente in una ricerca di senso e di radici. Il viaggio interiore è scandito da tappe simboliche: la solitudine, la relazione tossica, il crollo psicologico, l'incontro con Camilla, la scoperta dell'ayurveda, la meditazione, il confronto con il passato, la riconciliazione e la rinascita. La narrazione utilizza il parallelismo tra le due protagoniste per mostrare come la guarigione sia possibile solo attraverso la condivisione e la compassione.

Foreshadowing e simbolismo

Segnali, oggetti e ricorrenze che anticipano la rinascita

Il romanzo è ricco di simboli e segnali che anticipano i momenti di svolta: la notte d'estate e le promesse taciute, il braccialetto perduto e poi ritrovato, il salvataggio nell'oceano, la canzone "Per Elisa" come richiamo alle origini di Camilla, la roccia di Sigiriya come metafora della rinascita, il ciondolo buddhista, il braccialetto rosso, il pinguino sugli scogli. Ogni oggetto, ogni ricorrenza, ogni dettaglio apparentemente insignificante assume un significato profondo nel percorso di guarigione delle protagoniste. Il foreshadowing è utilizzato per preparare il lettore ai momenti di crisi e di rinascita, creando una tensione emotiva che accompagna tutta la narrazione.

Dialogo interiore e polifonia

Voci interiori, dialoghi terapeutici, confronto tra personaggi

La narrazione alterna il racconto in terza persona a momenti di dialogo interiore, confessioni, sedute di terapia, confronti tra personaggi. La polifonia delle voci permette di esplorare la complessità psicologica delle protagoniste, di mostrare i diversi punti di vista e di dare spazio alle emozioni più profonde. I dialoghi con Teo, con la psicologa, con Samar, con Camilla sono strumenti per far emergere i nodi irrisolti, per scioglierli e per costruire nuove consapevolezze. Il dialogo interiore è anche il luogo in cui si manifesta la lotta tra disciplina e amore per sé, tra bisogno di controllo e desiderio di libertà.

Ayurveda e meditazione come dispositivi di guarigione

Pratiche orientali, metafore di equilibrio e accettazione

L'ayurveda e la meditazione non sono solo elementi esotici, ma veri e propri dispositivi narrativi e simbolici. Attraverso la scoperta dei dosha, la pratica della meditazione, i massaggi, la cucina ayurvedica, le protagoniste imparano a conoscersi, ad ascoltare i segnali del corpo e della mente, a distinguere la disciplina dall'ossessione, il controllo dalla cura. Queste pratiche diventano metafore della necessità di equilibrio, di accettazione della propria natura, di integrazione tra passato e presente, tra dolore e speranza. La narrazione utilizza l'ayurveda e la meditazione per mostrare che la guarigione non è cancellazione del dolore, ma attraversamento consapevole della notte oscura.

Amicizia come salvezza

Relazione salvifica, diluizione del dolore, rinascita condivisa

L'amicizia tra Veronica e Camilla è il vero motore della rinascita. La narrazione mostra come la condivisione del dolore, la compassione reciproca, la capacità di accogliere la fragilità dell'altro siano la chiave per attraversare la notte oscura dell'anima. L'amicizia è il luogo in cui la disciplina si trasforma in amore per sé, in cui la solitudine si dissolve, in cui la sofferenza si diluisce nell'oceano della condivisione. La funzione narrativa dell'amicizia è quella di mostrare che nessuno si salva da solo, e che la vera forza nasce dalla vulnerabilità condivisa.

Analysis

Il romanzo di Gianluca Gotto, "Verrà l'alba, starai bene", è un'opera profondamente attuale che affronta con coraggio e autenticità i temi della solitudine, della salute mentale, della perdita e della rinascita. Attraverso la storia di Veronica, il libro esplora la trappola del perfezionismo, la fatica di vivere in una società che esalta la performance e il controllo, e la difficoltà di chiedere aiuto. La narrazione mostra come la disciplina, se non è accompagnata dall'amore per sé, diventi solo un'altra forma di autodistruzione. Il viaggio in Sri Lanka, l'incontro con Camilla e la scoperta dell'ayurveda rappresentano la possibilità di un cambiamento radicale: la guarigione non passa dalla negazione del dolore, ma dalla sua accettazione e condivisione. Il romanzo invita a sciogliere i nodi del passato, a smettere di lottare contro se stessi, a concedersi la leggerezza e la compassione. La lezione più importante è che nessuno si salva da solo: la vera forza nasce dalla vulnerabilità condivisa, dall'amicizia, dalla capacità di chiedere e offrire aiuto. Dopo la lunga notte oscura dell'anima, l'alba arriva per chi ha il coraggio di attraversarla.

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Informazioni sull'autore

Gianluca Gotto is an Italian author and digital nomad born in Turin in 1990. At the age of 20, he moved to Australia and later to Canada. Gotto now travels the world while writing articles and books. He shares his life and travel experiences on his blog "Mangia Vivi Viaggia" (Eat Live Travel). In 2018, he published his first book, "Le coordinate della felicità" (The Coordinates of Happiness), which recounts his personal journey. His latest work, "Verrà l'alba, starai bene" (Dawn Will Come, You'll Be Fine), continues to showcase his passion for writing and exploring the world.

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